Ti è mai capitato di desiderare qualcosa così tanto da pensarci continuamente?
Una risposta.
Un’opportunità.
Un cambiamento.
Una persona.
Più cercavi di farla accadere, più sembrava allontanarsi.
Poi, magari proprio quando avevi smesso di controllare ogni cosa, qualcosa si è mosso.
Coincidenza?
Forse. Ma c’è anche un altro modo di osservare ciò che accade.
Desiderare non significa inseguire
Quando desideriamo fortemente qualcosa, spesso crediamo che concentrarci continuamente su quel desiderio ci avvicini alla sua realizzazione.
Ma prova a osservare cosa accade dentro di te.
Se ogni mattina pensi:
“Perché non è ancora successo?”
la tua attenzione non è realmente su ciò che desideri.
È sulla sua assenza.
Continui a controllare la realtà per verificare se qualcosa è cambiato e, quando non trovi ciò che stai aspettando, aumentano impazienza, dubbio e frustrazione.
Il desiderio lentamente si trasforma in tensione.
Quando il desiderio diventa bisogno
Immagina di aspettare una telefonata importante.
Guardi continuamente il telefono.
Lo controlli anche se sai perfettamente che non ha suonato.
Ogni volta che lo schermo è vuoto pensi:
“Ancora niente.”
La telefonata è ciò che desideri, ma gran parte della tua esperienza emotiva è ormai costruita intorno al fatto che non è ancora arrivata.
Questo meccanismo può verificarsi con il denaro, con il lavoro, nelle relazioni e con molti altri obiettivi.
Ed è qui che possiamo commettere un errore: confondere l’attenzione consapevole con l’ossessione per il risultato.
Lasciare andare non significa rinunciare
“Lasciare andare” viene spesso interpretato come smettere di desiderare.
Non è questo.
Puoi sapere perfettamente dove vuoi andare senza trascorrere ogni minuto a chiederti quanto manca.
Puoi avere un obiettivo e continuare a compiere azioni concrete per raggiungerlo.
Ciò che puoi lasciare andare è la necessità di controllare continuamente quando e come dovrà arrivare il risultato.
È una differenza sottile, ma importante.
Torna a ciò che puoi fare oggi
C’è una domanda che può cambiare completamente il tuo atteggiamento.
Invece di chiederti:
“Quando arriverà ciò che desidero?”
prova a chiederti:
“Qual è la cosa più coerente che posso fare oggi nella direzione che desidero?”
A quel punto qualcosa cambia.
Non sei più fermo ad aspettare che la realtà ti dia una conferma.
Torni ad avere un ruolo attivo.
Ed è proprio uno dei principi su cui ho costruito il Metodo A.R.M.O.N.I.A.: attenzione, pensieri, emozioni, immaginazione e azione non sono elementi separati.
Devono iniziare a muoversi nella stessa direzione.
Un piccolo esperimento
Oggi scegli un desiderio importante per te.
Scrivilo.
Poi chiediti:
Quanto tempo passo a immaginare ciò che desidero e quanto tempo passo invece a preoccuparmi perché non è ancora accaduto?
Non cercare di correggere immediatamente quello che scopri.
Osservalo.
Perché molto spesso il primo cambiamento non avviene fuori di noi.
Avviene nel momento in cui diventiamo consapevoli di dove stiamo mettendo la nostra attenzione.


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